BACKGROUND TEORICO DELL’INNOVAZIONE SOCIALE

BACKGROUND TEORICO DELL’INNOVAZIONE SOCIALE

“L’innovazione sociale può essere concepita come un “concetto-ombrello” che include tutte quelle iniziative orientate alla “creazione e implementazione di nuove soluzioni ai problemi sociali, i cui benefici vengono condivisi anche esternamente ai confini degli innovatori” (Tracey, Stott, 2017). Questa sua natura ben esemplifica i nodi tutt’oggi aperti circa le dimensioni definitorie del concetto di innovazione sociale. In letteratura esistono infatti numerose definizioni, ognuna delle quali si focalizza ed enfatizza un particolare aspetto del concetto.”

La varietà di approcci, argomentazioni e registri linguistici sono rappresentati dalle definizioni seguenti:

“L’innovazione sociale riguarda “attività innovative e servizi che hanno la principale motivazione di andare incontro a un bisogno sociale e che vengono principalmente sviluppati e diffusi da organizzazioni i cui obiettivi primari assumono carattere sociale” (Mulgan, 2006).

L’innovazione sociale è “una soluzione nuova ad un problema sociale che si dimostra essere più efficace, efficiente, sostenibile o inclusiva rispetto alle soluzioni esistenti e il cui valore generato viene principalmente indirizzato alla società nel suo complesso, invece che ai singoli attori privati” (Phills et al., 2008).

L’innovazione sociale è “un tipo di innovazione che è esplicitamente indirizzata al bene sociale e pubblico. È un’innovazione guidata dalla volontà di dare risposta a quei bisogni sociali che rischiano di essere trascurati dalle tradizionali forme di intervento privato o che sono spesso inadeguatamente affrontati o non risolti dai servizi organizzati dallo Stato. L’innovazione sociale può concretizzarsi all’interno o all’esterno dei servizi pubblici. Può essere sviluppata da attori pubblici, privati o del terzo settore o da utenti e comunità – ma non tutte le innovazioni promosse da questi settori assumono il carattere di innovazione sociale, poiché non tutte sono direttamente indirizzate verso sfide sociali di particolare rilevanza” (Murray et al., 2010).

L’innovazione sociale riguarda “lo sviluppo e l’implementazione di nuove idee (prodotti, servizi e modelli) in grado di rispondere ai bisogni sociali e di creare nuove relazioni sociali o collaborazioni. Si tratta di nuove risposte a istanze sociali particolarmente urgenti in grado di influenzare i processi di interazione sociale. L’innovazione sociale ha l’obiettivo di accrescere il benessere sociale. Le innovazioni sociali sono innovazioni che sono “sociali” sia nei fini che nei mezzi” (European Commission, 2013).”

Il saggio breve di F.Montanari, S.Rodighiero, F.Sgaragli, D.Teloni ”Le dimensioni dell’innovazione sociale per il design e l’implementazione di politiche pubbliche efficaci”, pubblicato sul numero di ottobre 2017 della rivista Impresa Sociale (edita da Iris Network), fa questa carrellata teorica dell’innovazione sociale e dei dibattiti intorno ad essa per arrivare a tratteggiare un modello in grado di contenere le differenti dimensioni definitorie del concetto.

http://www.rivistaimpresasociale.it/component/k2/item/214-dimensioni-innovazione-sociale-politiche-pubbliche.html

Attori italiani dell’innovazione sociale

Attori italiani dell’innovazione sociale

Tra gli attori italiani dell’innovazione sociale un’esperienza interessante è quella dell’Associazione ItaliaCamp, nata nel 2010, che ama rappresentarsi come una realtà che a livello territoriale “crea connessioni e sviluppa processi di innovazione sociale”. Lo fa utilizzando lo strumento delle call for ideas, promuovendo occasioni di confronto, valorizzando la propria rete di relazioni con stakeholder territoriali. Il modello su cui è andata formandosi ItaliaCamp è stato quello dei BarCamp, occasioni di incontro/confronto destrutturato con interpreti attivi e qualificati della politica, delle istituzioni, dell’impresa e dell’accademia”, in cui si individua un tema sfidante per attualità e rilevanza degli interessi in gioco e lo si mette in discussione. Assieme all’Università LUISS Guido Carli e Fondazione Brodolini, su una iniziativa del Comune di Milano che aveva l’obiettivo di riqualificare una storica area nel cuore vitale della città, ha realizzato Milano Hub management, spazio polifunzionale dedicato alla presentazione, esposizione e sperimentazione di prodotti innovativi. Per ItaliaCamp “fare innovazione sociale significa ricercare, sostenere e promuovere lo sviluppo di idee e soluzioni che oltre alla sostenibilità economica abbiano la capacità di innescare processi nuovi di aggregazione e sviluppo durevoli nel tempo con impatto positivo per la gente”. Per fare questo mette in connessione chi ha una buona idea con chi ha il potere economico e istituzionale di poterne facilitare la realizzazione. Una caratteristica di ItaliaCamp è quella di porre l’accento sull’importanza della dimensione territoriale nei processi di <span “=”” style=’box-sizing: border-box’>innovazione sociale, evidenziando come le condizioni di contesto e l’importanza di <span “=”” style=’box-sizing: border-box’>luoghi (fisici o anche virtuali) siano decisive per “l’apprendimento, le collaborazioni, i processi di cross-fertilization”. Tra le aree di interesse ci sono la ricerca sull’innovazione sociale e la misurazione della finanza di impatto: da una parte è stato creato il Centro di Ricerca internazionale in Italia sull’Innovazione Sociale (Ceriis) che da quattro anni pubblica rapporti sull’innovazione sociale in Italia, dall’altro la Cattedra sulla Misurazione dell’Impatto (Impact e Integrated Reporting) del Dipartimento di Impresa e Management dell’Università LUISS Guido Carli. Nel corso degli anni si è arrivati anche a creare il premio ItaliaCamp University Award, dedicato alle tesi sul tema dell’innovazione sociale. ItaliaCamp ha oggi due sedi, una a Milano e una a Roma.

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