Quarto rapporto del CERIIS sull’innovazione sociale

Quarto rapporto del CERIIS sull’innovazione sociale

Il Quarto rapporto (2018) del CERIIS-Centro di ricerche internazionali sull’innovazione sociale è strutturato in due parti. La prima presenta i risultati delle analisi compiute sulle circa 650 esperienze di innovazione sociale attive, con approfondimenti sulla “scalabilità”, sulle fonti di finanziamento e sui meccanismi di sharing economy nella realizzazione dei progetti. Nella seconda parte si trovano approfondimenti sul ruolo della cultura nello sviluppo della coesione sociale e di rigenerazione urbana. Interessante l’ampliamento del “campo” dell’“innovazione sociale”. Accanto alla definizione ormai consolidata di innovazione sociale intesa come “una nuova soluzione a problemi di natura sociale più efficace ed efficiente rispetto alle soluzioni esistenti, che comporta la creazione di valore principalmente per la società nel suo complesso piuttosto che per singoli individui (Phills, Deiglmeier e Miller, 2008; Caroli, 2015, 2016; Phillips, Alexander e Lee, 2017), troviamo quella dei suoi obiettivi: “Gli obiettivi finali riguardano ad esempio la salute, la conservazione dell’ambiente, la rigenerazione urbana, l’inclusione sociale, la partecipazione culturale e una migliore istruzione (Phills et al., 2008), ed infine quella dei suoi agenti: l’innovazione sociale è sviluppata da imprenditori sociali che realizzano “attività e processi intrapresi per scoprire, definire e sfruttare opportunità allo scopo di aumentare il benessere sociale, dando vita a nuove iniziative o gestendo in maniera innovativa le organizzazioni preesistenti” (Zahra, Gedajlovic, Neubaum e Schulman, 2009, p.519).

La riforma del terzo settore al passo di lumaca

La riforma del terzo settore al passo di lumaca

L’11 settembre 2018 entra in vigore il d.lgs del 03.08.2018 n. 105 pubblicato in G.U. del 10.9.2018 n. 210 il D.lgs del 03.08.2018 n. 105. Contiene disposizioni integrative e correttive del Codice del Terzo Settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117) e riguarda principalmente Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale.

Tra le principali novità previste dal decreto, si segnalano: la proroga da 18 a 24 mesi dei termini per adeguare gli statuti degli enti del Terzo settore al nuovo quadro normativo (da febbraio 2018 a  3/8/19; la reintroduzione dell’esenzione dall’imposta di registro delle organizzazioni di volontariato per gli atti costitutivi e per quelli connessi allo svolgimento delle attività; chiarimenti sulla rendicontazione da adottare per registrare le attività “diverse” da quelle di interesse generale svolte dagli enti non profit; il rafforzamento della collaborazione tra Stato e Regioni sulla utilizzazione del fondo di finanziamento di progetti e attività di interesse generale del Terzo settore;  chiarimenti sulla già prevista contemporanea iscrizione al registro delle persone giuridiche e al registro unico nazionale; il numero minimo di associati necessario per la permanenza di una associazione di promozione sociale o di una organizzazione di volontariato.

L’immagine fornita dal Forum Terzo Settore rende molto bene i tanti provvedimenti attesi.

tempi lunghi per la riforma del terzo settore

L’innovazione sociale e la riforma del terzo settore

L’innovazione sociale e la riforma del terzo settore

Il dibattito sull’innovazione sociale va avanti, alla luce delle novità e delle trasformazioni attese dalla riforma del Terzo Settore. Un incontro e uno scambio proficuo è avvenuto il 4 luglio u.s. durante il Forum organizzato dalla Fondazione EY Italia Onlus a Milano presso la Fondazione Feltrinelli, che ha avuto come focus la necessità di fare sistema tra associazioni, imprese sociali, fondazioni, aziende e pubblica amministrazione per favorire crescita economica e benessere diffuso, identificando i percorsi che consentono di rispondere più puntualmente ai bisogni sociali del territorio. Gli interventi più importanti sono stati sulla trasformazione digitale necessaria al Terzo Settore, sulla sostenibilità sociale e sulle nuove competenze soft e professionali ad essa collegate. Per Donato Iacovone, Ad di EY in Italia c’è bisogno di un processo forte di valorizzazione delle reti profit e non profit e di forme innovative di partnership con la PA. Per Claudia Fiaschi portavoce del Forum Terzo Settore[1] che ha dato uno spaccato anche quantitativo del fenomeno, è proprio la prossimità alle persone e alle comunità che rende le organizzazioni del Terzo Settore attente alle priorità emergenti e creative nella ricerca di soluzioni innovative. Marco Gerevini, Consigliere Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore, si è soffermato, nell’ambito della nuova disciplina dell’impresa sociale, sul ruolo degli investitori profit che abbiano a cuore il bene comune e sulla valutazione di impatto sociale prodotto dai loro investimenti, su cui si è soffermato anche Federico Mento, Segretario Generale Social Valute Italia e Direttore di Human Foundation.

Vogliamo segnalare due prossimi importanti eventi sulle tematiche dell’innovazione sociale che Alfor seguirà: il primo è quello promosso da Confinionline il giorno 21/9 a Milano (presso il Centro culturale S.Fedele piazza S.Fedele, 4 (a 200 metri da Piazza Duomo, dalle 14.30 alle 18.00 con ingresso gratuito) ed ha per titolo “Nuove soluzioni per essere trasparenti anche alla luce della Riforma del Terzo Settore”. Il focus è sulla necessità da parte del non profit di saper raccontare il proprio impatto alla luce della esigenza di maggiore trasparenza e di rendicontazione.

Il secondo evento è rappresentato dal Salone della CSR e dell’innovazione sociale, organizzato a Milano il 2 e 3 ottobre 2018 presso l’Università Bocconi (via Roentgen 1). In calendario, il 2 un incontro sugli strumenti della progettazione e valutazione d’impatto e il 3 l’incontro dal titolo “Future is Social Innovation”, con lo scopo di mettere a confronto operatori, esperti e istituzioni in preparazione del Forum nazionale dell’innovazione sociale in programma a Torino il 5 e 6 dicembre 2018.

[1] L’Istat nel suo ultimo censimento ha evidenziato che, al 31/12/2015 le istituzioni non profit attive in Italia sono 336.275: l’11,6% in più rispetto al 2011, e complessivamente impiegano 5 milioni 529 mila volontari e 788 mila dipendenti. Rispetto al Censimento del 2011 il numero di volontari cresce del 16,2% mentre i lavoratori dipendenti aumentano del 15,8%.

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